:: CHI SIAMO

:: EVENTI

:: LINKS

:: CONTATTI

NOTA* ben lungi dal voler essere esaustive del ricco patrimonio architettonico e culturale della città, le informazioni contenute in questa sezione rimandano il lettore esigente agli approfondimenti contenuti nel sito del Comune di Asti .

Nel Medioevo detta Chiesa di S.Secondo dei Mercanti. Sorge sul luogo della sepoltura del Santo Patrono della citta', immediatamente fuori della cinta muraria romana. Architettura: cripta, sec. VIII, costituita dalla primitiva edicola. Campanile romanico (sec.X) relativo alla chiesa successivamente sostituita dall'attuale struttura gotica a croce latina (sec. XIII-sec. XIV). Facciata (sec. XV) su modello romanico. Cappella di S. Secondo (terminale navata destra), progetto Bernardo Vittone (sec. XVIII). Sacrestia: arredo ligneo del sec. XVIII. Pittura: Polittico (Adorazione dei Magi), Gandolfino da Roreto (sec. XV-XVI). S. Secondo in gloria, Stefano Tofanelli (fine sec. XVIII). Madonna del Rosario, scuola del pittore Guglielmo Caccia detto "il Moncalvo" (sec. XVII). Affreschi, S. Bianchi (sec.XVIII). Scultura: Stalli del coro (sec. XVIII), Tribuna della cantoria (Bottega Bonzanigo, sec. XVIII). Organo: Liborio Grisanti (sec. XVIII). Piazza S. Secondo: sede dell'antico mercato del Santo. Portici dei mercanti e degli artigiani.

PIAZZA SAN SECONDO

Donato alla citta' nel 1558 da Emanuele Filiberto, vide trasformate intorno al 1730 le originarie strutture medievali da un intervento di Benedetto Alfieri, cui si deve anche lo scalone d'onore realizzato nel 1741. Nel 1817 la facciata fu arricchita con l'altana, mentre solo nel 1867 fu costruita ex novo la manica lungo via Palazzo di Citta'. All'interno, da segnalare gli affreschi degli astigiani O. Bausano (scalone) e P. Arri (salone dei ricevimenti). I ferri battuti Liberty dello scalone sono opera del lodigiano A. Mazzucotelli. Nell'atrio e' conservata la pietra di paragone per le misure lineari, dei mattoni e dei coppi, in uso sul mercato astigiano fino al tardo medioevo.

PALAZZO CIVICO DEL COMUNE

Si trova in Corso Alfieri, la centralissima strada di Asti. Assunse l'aspetto attuale dopo il 1754 per iniziativa del Conte Carlo Antonio Gabuti di Bestagno, che aveva acquistato dai Ramelli di Celle due antichi fabbricati contigui, affidando poi con tutta probabilitˆ a Benedetto Alfieri l'incarico di riplasmarli in un unico e piu' moderno palazzo. Nel 1851 l'edificio passo' alla famiglia Ottolenghi (la piu' abbiente della comunita' ebraica di Asti), che rinnovo' radicalmente l'appartamento al piano nobile secondo un gusto eclettico che privilegia lo stile Impero. Ricca la decorazione pittorica di questi interni: da segnalare le sovrapporte del Gonin, una tela. "Susanna e i vecchioni", attribuita al Cariani ed un "Cristo nell'orto" di Francesco Cairo. Nel 1932 l'intero edificio divenne proprietà del Comune e oggi é in parte adibito ad ospitare uffici.

PALAZZO OTTOLENGHII

Casa natale di Vittorio Alfieri. Ristrutturazione di una precedente costruzione medievale ad opera di Benedetto Alfieri (intorno al 1738) caratterizzata da evidenti intenti scenografici. Lavori di adattamento, non interessanti la struttura, realizzati tra il 1901 e il 1903 a cura di Leonetto Ottolenghi, insieme con la sistemazione della piazza attigua. Il palazzo e' attualmente sede del Museo Alfieriano, del Centro Nazionale di Studi Alfieriani, della Biblioteca astense e dell'Istituto per la Storia della Resistenza e della Societa' Contemporanea.

PALAZZO ALFIERI

Palazzo Mazzetti, Pinacoteca Civica in Corso Alfieri 357. La costruzione, che sorge sul sito dell'antica casa-forte della famiglia Turco, fu acquistata nel 1442 dai Mazzetti di Frinco. Dalla fine del XVII secolo l'edificio subì modifiche ed ampliamenti, a cura di Giovanni Battista Mazzetti, che culminarono con la costruzione della galleria al piano nobile. La facciata, lo scalone, l'atrio e gli ambienti ad est della galleria, risalgono al 1751 su disegno attribuito a B. Alfieri. Nel corso del XIX secolo, la dimora cambiò diversi proprietari. Risalgono a questo periodo le modifiche della facciata su progetto di Michele Valessina.

PALAZZO MAZZETTI

Piazza Cattedrale
Architettura: principale esempio di gotico-piemontese, realizzato nella prima meta' del sec. XIV da maestranze locali per iniziativa del vescovo Arnaldo De Rosette, originario della Saintonge (Francia occidentale), ispirato a modelli architettonici e decorativi francesi. Antiporta lato sud: decorata soprattutto da motivi zoomorfi e vegetali di tradizione locale (sec. XIV). Campanile romanico (meta' del sec. XIII). Sacrestie (sec. XVIII), realizzate a seguito del prolungamento dell'edificio su disegno di Bernardo Vittone. Eliminazione delle costolature delle volte (sec. XVIII). Pittura: opere di Gandolfino da Roreto (sec. XV - XVI): la Madonna del "Banchiere", lo Sposalizio della Madonna, la Genealogia della Madonna (polittico smembrato), la Deposizione. Di Guglielmo Caccia detto "il Moncalvo": la Risurrezione (sec. XVI - XVII). Affreschi settecenteschi: Francesco Fabrica e G. Battista Rocca per le navate, il trabsetto, il triburio; Carlo Carloni e G. Perego per le absidi. Di Francesco Bassano detto "il Bassanino": Adorazione dei Magi (fine sec. XVI).Scultura: notevoli le mensole e il capitellino dell'ingresso centrale ovest; "Maria fra gli angeli, apostoli e santi" (antiporta sud, sec. XV). Gruppo statuario del Cristo morto, terracotta policroma (inizio sec. XVI). Altare centrale: progetto Benedetto Alfieri.

PIAZZA CATTEDRALE

Struttura a sedici lati di epoca augustea (I sec. a. C. - I sec. d.C.) fino alla prima cornice, sopraelevata di due piani in epoca romanica (XII sec.). E' una delle due torri che, collegate da un raccordo ad arcate, costituivano la "porta urbica" occidentale. La citta' romana era attraversata dalla "via Fulvia" (attuale Corso Alfieri) che, costituendo l'asse della citta', prese il nome di "contrada Maestra". Essa proveniva da Derthona ( Tortona) a est, usciva dalla citta' in direzione sud verso Pollentia (Pollenzo - Alba - valichi alpini del Cuneese) e in direzione ovest e nord-ovest verso Carreum Potentia (Chieri - Torino - Monginevro) e Industria (Monteu da Po - Chivasso - Ivrea - Gran S. Bernardo). La biforcazione verso Vardacate (Casale - Vercelli - S. Gottardo) avveniva sul tracciato dell'attuale Corso Casale prima dell'ingresso in citta'. La torre servi' da campanile per la primitiva chiesa (romanica) di S. Caterina. Il suo nome deriva dalla sua appartenenza alla famiglia De Rubeis (Rossi) in epoca posteriore.

TORRE ROSSA

Detta anche "torre dell'orologio" fu donata al Comune da Emanuele Filiberto di Savoia (sec. XVI) come sede del civico orologio che segnava l'ora ufficiale degli atti pubblici. La torre e' una delle due rimaste integre ed e' caratterizzata dalle eleganti bifore gotiche (sec. XII - XIV). Apparteneva in origine alla famiglia Troya, ghibellina, che possedeva "casane" in Svizzera.

TORRE TROJANA

                                       ELENCO MUSEI IN ASTI E PROVINCIA

arazzeria scassa
Casa di San Giovanni Bosco e Santuario
Cripta e Museo Civico di Sant'Anastasio 
Gipsoteca Emanuele Gonetto 
Museo Arti e Mestieri di un Tempo 
Museo della Vita Contadina dell'Ottocento 
Museo della Civiltà Contadina della Bassa Langa e dell'Alto Monferrato
Museo Ebraico 
Museo Etnologico Missionario
Bottega del Vino 
Raccolte Bersano - Museo delle Contadinerie e delle Stampe sul Vino 

 

                            MERCATINI

mercatino biologico

ogni 2° sabato del mese in p.zza san secondo

agroarte dal passato al futuro 

ogni 2° sabato del mese in p.zza statuto

mercatino delle opere d'ingegno

ogni 3° domenica del mese a nizza monferrato

rassegna agroalimentare prodotti, gusti e sapori

ogni 4° domenica del mese, asti centro storico